La storia del Gin


Quando si parla di distillati, sicuramente quella del gin risulta essere la storia più appassionante che si possa conoscere.

Vi siete infatti mai chiesti qual è la storia che il gin ha dovuto percorrere fino ad arrivare oggi ai vostri bicchieri? Nel parlare di questo famoso distillato dobbiamo innanzitutto fare riferimento alla pianta di Ginepro.

Il ginepro altro non è che un genere di piante che cresce molto spesso in maniera spontanea in selvicoltura e nella flora anche italiana, prevalentemente in un clima temperato freddo, e presente in tutto il mondo con ben 65 tipi diversi di bacche.

E’ il 1266 quando Jacob van Maerlant, poeta di origine olandese, scrive un libro dove, tra i vari rimedi per lo stomaco e l’intestino, annovera anche le bacche di ginepro. Proprio questo risulta essere il punto di partenza. La storia ci dice infatti che il gin, così come lo conosciamo oggi, nasce probabilmente intorno al 600 in Olanda, da alcuni medici che cercavano proprio una cura per i dolori intestinali.

E’ poi sempre nel 1600 che, con la nascita delle campagne delle indie Inglesi e Olandesi, inizia l’approvvigionamento di spezie esotiche che andranno ad arricchire il gin.

Successivamente il gin viene importato in Gran Bretagna grazie ai numerosi scambi commerciali e, da quel momento in poi, la sua destinazione medica iniziò piano piano a mutare.

Dopo molti anni inizia una produzione incontrollata dello stesso: è’ il 1727 quando in Inghilterra scoppia il c.d. “THE GIN CRAZE”, un periodo caratterizzato dalla rapidissima diffusione del gin in Gran Bretagna, soprattutto a Londra (si dice che su oltre 6 milioni di inglesi, venissero consumati oltre 5 milioni di galloni di gin), fino ad arrivare ai primi anni del proibizionismo del ‘900, dove il gin vive il suo massimo splendore negli Stati Uniti, soprattutto per la sua facilità di produzione ed il costo vantaggioso rispetto agli altri distillati invecchiati. 

Ma nella pratica come si ottiene il Gin?

Lo scorso anno ci siamo divertiti ad organizzare ,nel nostro locale di Montecatini terme “Habitat”, numerose serate denominate “Habitat Experience”, dove insieme al nostro capo barman Federico Filippelli abbiamo ripercorso la storia dei distillati più influenti e importanti al mondo.

La prima di queste serate ha riguardato proprio il Gin.

Secondo il regolamento CE 110/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, il Gin è quella bevanda spiritosa ottenuta mediante armonizzazione di distillati di cereali con bacche di ginepro e botanicals.

I cereali generalmente vengono: raccolti, puliti, mescolati, immersi in acqua calda e cotti sotto pressione.

Una volta cotti, con l’aggiunta di lieviti speciali, il “mosto” fermenta e si ottiene una soluzione alcolica di 5-7° alc.

La distillazione avviene nella maggior parte dei casi con un alambicco continuo, solo in rari casi avviene con un discontinuo. La differenza tra i due è sostanzialmente legata al metodo per indurre calore, il quale può variare anche a seconda della materia prima da distillare.

Il "Gin distillato" è invece la bevanda spiritosa al ginepro ottenuta mediante la ridistillazione di alcole etilico di origine agricola, avente un titolo alcolometrico iniziale di 96% vol.

Il London gin è invece un tipo di gin distillato, ottenuto esclusivamente da alcool etilico di origine agricola, il cui aroma è dovuto esclusivamente alla ridistillazione di alcole etilico in alambicchi tradizionali, in presenza di tutti i materiali vegetali naturali impiegati.

Infine molto spesso abbiamo sentito parlare, in riferimento al gin, del termine “dry”. Questo concetto si riferisce semplicemente ad un metodo di produzione.

Il suddetto Regolamento CE 110/2008, prevede infatti la possibilità di adoperare il termine “dry” per la categoria di bevande spiritose London Gin. Ciò sta a significare che tale bevanda non può contenere edulcoranti (dolcificanti) in misura superiore a 0.1 grammi di zuccheri per litro.

Per quanto riguarda le bevande spiritose Gin e Gin distillato, invece, non è stato fissato alcun limite riguardo la possibilità di aggiungere edulcoranti. Tuttavia, visto che il gin e gin distillato sono in realtà prodotti senza zuccheri, o con un tenori di zuccheri non superiore a 0.1 grammi per litro, la possibilità di adoperare il termine dry deve essere estesa a tali bevande spiritose conformemente al regolamento CE.

Venite da Habitat a provare tutti i nostri gin!

QUI invece potete trovare alcuni dei nostri gin italiani preferiti!

Have always good drink!

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